Nuovo Patto europeo su migrazione e asilo: avviato il percorso di capacity building del progetto Com.In.5
Si è svolto il 22 giugno scorso il primo webinar di capacity building interregionale del progetto Com.In.5, dedicato all’analisi del nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo, entrato in vigore il 12 giugno 2026.
Il webinar, condotto dalle professoresse Alessia Di Pascale (ordinaria di Diritto dell’Unione Europea e docente di Diritto Europeo) e Cecilia Siccardi (ricercatrice di Diritto Costituzionale e docente di Diritti Costituzionali dei Migranti), ha rappresentato un primo momento di confronto e aggiornamento per amministrazioni pubbliche e operatori dei servizi sociali di accoglienza e integrazione delle regioni del Sud Italia partner del progetto.
L’iniziativa, promossa nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento delle competenze degli attori impegnati nella governance dei fenomeni migratori, con l’obiettivo di migliorare la capacità di gestione e di risposta a livello locale.
Durante l’incontro, le relatrici hanno evidenziato come il nuovo Patto rappresenti la riforma più significativa del sistema europeo di asilo degli ultimi decenni. Frutto di un lungo processo iniziato dopo la crisi migratoria del 2015, il nuovo quadro normativo introduce infatti un insieme coordinato di strumenti che puntano a ridisegnare le procedure, con particolare attenzione alla gestione degli ingressi alle frontiere e alla redistribuzione delle responsabilità tra Stati membri.
Fra gli elementi centrali della riforma emergono il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne, l’introduzione di procedure accelerate di esame delle domande di asilo e un meccanismo di solidarietà obbligatoria, seppure modulabile, tra i Paesi dell’Unione. Il Patto mira, inoltre, a ridurre i movimenti secondari non autorizzati e a garantire decisioni più rapide sulle richieste di protezione internazionale.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la nuova “procedura di frontiera”, che prevede l’esame delle domande direttamente nei punti di ingresso, con tempistiche più brevi e la possibilità di rimpatrio in tempi rapidi in caso di esito negativo. Parallelamente, viene introdotto un sistema più esteso di raccolta e gestione dei dati biometrici e di identificazione, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio dei flussi.
Un altro pilastro del Patto è il nuovo meccanismo di solidarietà tra Paesi europei, che introduce obblighi di collaborazione in caso di pressione migratoria. Tuttavia, come evidenziato durante l’incontro, si tratta di un sistema flessibile che lascia agli Stati la possibilità di contribuire in modi diversi, non solo attraverso la redistribuzione delle persone ma anche con supporto finanziario o operativo. Questa soluzione, nata come compromesso tra posizioni divergenti dei diversi Paesi Membri dell’UE, lascia ancora aperti interrogativi sulla sua effettiva efficacia.
Sul piano operativo, è stato evidenziato come l’attuazione del Patto richieda un significativo adeguamento dei sistemi nazionali, non solo normativo ma anche organizzativo. Tra le principali sfide figurano il potenziamento delle infrastrutture, il rafforzamento del personale (legale, sanitario, sociosanitario), e il coordinamento dei diversi livelli istituzionali.
Nel contesto italiano, l’entrata in vigore del Patto coincide con una fase di transizione caratterizzata da interventi normativi urgenti e da un percorso di adeguamento ancora in corso. Permangono, inoltre, alcune criticità legate alla capacità dei sistemi territoriali di sostenere i nuovi carichi operativi, soprattutto nelle aree di primo approdo. Dal confronto è emerso chiaramente che il Patto è solo all’inizio della sua attuazione e che restano ancora molte incognite. Gli stessi Stati membri, è stato sottolineato, non risultano pienamente pronti ad affrontare le trasformazioni richieste.
In questo scenario, il progetto Com.In.5 assume un ruolo strategico nel supportare i territori: attraverso momenti di formazione e confronto, contribuisce a costruire competenze condivise e ad accompagnare gli attori locali nella gestione delle nuove sfide. Il webinar rappresenta infatti il primo di una serie di appuntamenti che proseguiranno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti più tecnici e fornire strumenti pratici per l’implementazione del nuovo quadro europeo.